martedì 11 ottobre 2016

Carta e inchiostro. Oggi scopriamo: Clover di Francesca Bufera

Carta e inchiostro
Oggi scopriamo: 
Clover
di Francesca Bufera

Dopo Lezioni di Seduzione, Insomnia e Il Giardino di Penelope, ecco la terza uscita Talent, Clover, romanzo d'esordio di Francesca Bufera.


* * *

Titolo: Clover
Autore: Francesca Bufera
Casa Editrice: Centauria Libri
Collana: Talent
Data di uscita: 29 settembre 2016





Tre uomini sono nel destino di Christian Airman: Will, un poliziotto dagli occhi di ghiaccio, Tyler, un chitarrista rock dalla sorprendente tenerezza, e Harry, un giovane che vive di espedienti e della sua pessima reputazione. Per un ragazzo timido, inesperto e appena trasferito da un’altra città, la situazione è inquietante ma a suo modo promettente, se non fosse per il segreto che Christian non può confessare: un potere che da sempre gli scorre nel sangue. Nessuno può davvero capire il suo «problema», nessuno può aiutarlo, ed è una vita che fugge. Ma a Cardenal, California, sembra che i suoi guai siano destinati solo ad aumentare: la città è infestata da spiriti predatori e lui è tra i pochi che sa come vadano affrontati. Mentre la rete di amicizia, ostilità e passione che lo lega a Will, Tyler e Harry si fa sempre più intricata, e il locale che frequentano, il Clover, diventa il centro di una guerra fra mondi, Christian dovrà scegliere da che parte stare. In più di un senso.
Gli spiriti vivono attorno a noi e dentro di noi. Scegliere e scegliersi sono le battaglie più importanti che possiamo ingaggiare. Questo romanzo magico e straordinariamente autentico, che divampa di avventura, sensualità, divertimento e tensione, è una grande storia di formazione, d’amore e di amicizia intrisa dell’unico vero potere: quello di credere in se stessi.

* * *

Ho letto Clover tutto d'un fiato e, alla fine, ho provato quella sensazione di spaesamento e abbandono che solo i bei libri mi sanno dare. Francesca Bufera sembra quasi dipingere, più che descrivere, l'ambientazione americana in cui la storia si svolge e i suoi protagonisti. Christian, un ragazzo di diciotto anni impacciato, insicuro e per questo incredibilmente adorabile, che dalla prima all'ultima pagina avresti solo voglia di abbracciare e proteggere e che alla fine ti fa sorridere d'orgoglio, per le scelte che compie, per il percorso che ha fatto. Clover è un romanzo di crescita, quella del suo protagonista ma anche quella dei suoi tre spasimanti, che cambiano di riflesso, grazie all'influenza di Christian, che con il suo carattere, quasi inconsapevolmente, riesce a toccarli nel profondo. Will, Tyler e Harry. Tre personaggi profondamente diversi, che coinvolgono e non sono mai banali. Ottimo il lavoro anche sui personaggi di contorno, perché nessuno è lasciato al caso o trattato superficialmente. Quanto all'aspetto fantasy, aggiunge quel tocco di magia, di intrigo e sensualità che rende questa storia unica nel suo genere e i Raspidi incredibili creature che non si può non guardare affascinati.
Un romanzo che parla di amore, di passione, di crescita e delle scelte che tutti, in qualche modo, prima o poi siamo costretti a compiere, quando dobbiamo decidere se continuare a lasciare che la vita ci travolga o prenderla in mano e viverla appieno.


* * *
Due chiacchiere con l'autrice


Ciao Francesca! Son felicissima di essere stata assecondata per questa chiacchierata. Partiamo, naturalmente, da Clover, o meglio, da Four. Come nasce l'idea e quando hai deciso di metterla on-line?



Ciao Emily!

L'idea mi è nata durante il secondo anno di superiori, ero nella mia fase di amore immenso verso i fumetti giapponesi, soprattutto quelli che, in una realtà dove c'è una netta distinzione tra “shojo” (manga per ragazze) e “shonen” (manga per ragazzi), diversi tendenzialmente per tematiche e tratto di disegno, contaminavano invece molto i generi: autrici come le CLAMP dunque, come Kaori Yuki, come Rumiko Takahashi. Fumetti che erano shojo e shonen, dove era forte sia l'elemento fantasy e action che quello sentimentale, e spesso faceva capolino – pesante, nel caso delle CLAMP – anche la tematica cosiddetta shonen (o shojo) ai: gli amori tra personaggi dello stesso sesso. Che erano presentati con una naturalezza del tutto diversa da quella a cui siamo abituati in Occidente. Beh: da un mix tra questi stimoli e tra quelli dei telefilm americani, che bevevo fin da piccola, mi è venuta in mente questa storia. Mi pare che l'ispirazione iniziale mi giunse vedendo un telefilm che si chiamava Ultime dal cielo, e coltivai l'idea di un personaggio analogo che avesse modo di prevenire gli incidenti futuri e degli “equivoci” che sarebbero nati da questo. Poi la storia crebbe a dismisura, con degli snodi narrativi fissati e precisi, ma tutta nella mia testa.

Non avevo fiducia che fosse materiale adattabile per un romanzo, e poi gli avvenimenti che dovevano accadere erano talmente tanti che la lunghezza sarebbe stata improponibile. Solo quando ero già all'università, iniziai a frequentare EFP come lettrice. E poi mi si accese la lampadina e capii che era la casa perfetta per quell'idea che avevo da anni. E così iniziò quella lunghissima storia. (Si vede anche qui, quanto sono logorroica).



Ad un certo punto è arrivata Centauria ed è nato Clover. Com'è stata l'esperienza?



Bellissima in ogni sua parte. Soprattutto ciò che mi ha reso più felice è stato quell'atto di fiducia totale: ricevere una proposta editoriale non “cercata” sarebbe stato già un evento straordinario quarant'anni fa, in questo periodo in cui si sente parlare solo di editoria disillusa, di pubblicazioni pagate di tasca dello stesso autore, di manoscritti inviati e gettati direttamente nel cestino è poco meno di un miracolo. (O poco più, non saprei).

La fiducia poi ti accompagna per tutto il lavoro: senza la fiducia verso Centauria e la mia editor, non ce l'avrei fatta a trasformare la storia donandogli una struttura nuova, adatta a un romanzo – la prima eventuale parte di una saga, ma pur sempre un romanzo.

Corollario a tutto questo è stato la sorpresa di collaborare con persone veramente piacevoli: la editor, i deejay, l'ufficio stampa, le altre autrici della collana (e giù arruffianata random <3 ).



Christian, il protagonista, è una coccola adorabile, ma mi chiedevo, ha qualcosa di te, del tuo carattere, delle tue esperienze, o è totalmente slegato?



Tutti i miei personaggi hanno qualcosa di me, anche se proiettato in una personalità nel complesso diversa. Christian ha in comune con me il fatto di interiorizzare le insicurezze, nel non fidarsi degli altri nel condividerle ma volerle sempre elaborare in solitudine; e nel suo bisogno che siano gli altri, forse, a venirlo a cercare per fargli cambiare idea. Il chiedere difficilmente aiuto ci accomuna.



Tyler (#TeamTyler), Harry e Will. So che non ci vuoi/puoi dire per chi fai il tifo tu, ma ti va di raccontarci come sono nati, cosa volevi apportassero alla vita di Christian?



Quando ho progettato la storia, all'inizio volevo che fosse un classico triangolo amoroso. Will è stato il primo personaggio a nascere: a fare da contraltare con un guaio ambulante come Christian, ci voleva qualcuno a cui capitasse sempre tra i piedi, qualcuno tenuto per lavoro a fermarlo, a dirgli di smetterla di cacciarsi nei posti e luoghi più inopportuni XD Tyler doveva essere il contrario di questo, una persona accogliente. Ma aveva bisogno di un rivale che gli desse vero filo da torcere, e Will non lo era. Tyler aveva troppo un buon carattere, era capace di farsi da parte per il bene di Christian, quindi ci voleva qualcuno che invece insistesse a sfidare proprio lui, l'unico incapace di vederlo positivamente. Così è nato Harry, che in seguito è diventato il mio personaggio preferito. La loro entrata in scena riflette ancora adesso l'intervallo con cui sono “nati”: Will e Tyler a ridosso l'uno dell'altro e infatti compaiono già nel primo capitolo, Harry un po' più avanti.



E i Raspidi, invece? Ci puoi parlare di loro?



I Raspidi li avevo creati per un'altra storia: l'idea era quella di inventare un demone nuovo, invece di attingere a vampiri, fantasmi e zombie. Così ho creato queste creture dall'aspetto sano, colorato, caramelloso, che si nutrono di energia sessuale e di emozioni umane. La storia in cui erano inseriti però non mi aveva convinto come trama e l'avevo abbandonata. Clover mi dilettava molto come trama ma c'era bisogno di una nemesi interessante sul lungo periodo, così al momento di metterla nero su bianco, i due mondi sono confluiti.



Hai detto che ti piaceva l'idea di trattare il tema dell'omosessualità in un libro dai toni leggeri e, in effetti, credo che sia un segnale molto importante. Cosa ci puoi dire di più?



In realtà credo che all'origine ci sia una deformazione personale che mi ha spinto verso l'inserimento di tematiche omosessuali maschili all'interno di storie di generi che amavo, forse ancora poco battuti da quel punto di vista. La ragione principale credo sia che mi viene molto più facile empatizzare con chi ama o è attratto da un uomo, piuttosto che una donna, dunque un rapporto amoroso tra uomini mi permette di identificarmi nei sentimenti entrambi, di entrare nella loro testa in una maniera equilibrata. Inoltre, volevo un personaggio che avesse tutti i difetti di Christian, ma attribuirli a una donna avrebbe dato una nota stonata: abbiamo già avuto abbastanza secoli alle spalle in cui venivamo dipinte come irrazionali, deboli, bisognose, che i modelli femminili a mio avviso devono necessariamente essere diversi, oggi. Mentre, all'opposto, penso sia salutare mostrare un personaggio maschile con quelle caratteristiche. Con quei dubbi, quelle debolezze e tristezze, perché è ciò che spesso vivono i ragazzi della sua età e che tendono a soffocare per far contenta la società e sentirsi accettati. Sia etero sia gay: sono ugualmente sottomessi alla “mentalità machista”, per cui un uomo per essere tale non può reagire alle cose brutte con la tristezza, ma solo con la rabbia. E gli effetti li vediamo tutti i giorni: uomini gay discriminati come inferiori e sbagliati e uomini etero che fanno violenza a se stessi, alla compagna, oppure di fronte a un evento negativo della loro vita sono lasciati completamente soli, senza una rete sociale di supporto.

Poi, ci sono un'infinità di trope che riguardano una coppia dello stesso sesso che mi piacciono: per esempio il fatto che non vi siano ruoli prestabiliti (e non parlo certo solo di quelli sessuali), dalla tradizione e dalla cultura. Anche se li stiamo scardinando per le coppie etero, ne siamo ancora immersi – e già il solo fatto di doverli “abbattere” suggerisce che non lo siano del tutto.

Poi c'è un altro, particolare snodo sentimentale che amo molto e che, salvo circostanze eccezionali, è possibile solo per una coppia dello stesso sesso. Ma in questo caso non posso dirlo perché farei spoiler XD

Clover è un romanzo fantasy i cui protagonisti fanno parte della comunità gay. Entrambi gli aspetti sono importanti, ma mi piace l'idea che tutto ciò risulti naturale. La sessualità è una caratteristica come altre, il colore dei capelli, della pelle, degli occhi, il preferire il gelato alla fragola piuttosto che al limone: qualcosa di caratterizzante nella vita di una persona ma che certo diventa totalmente irrilevante, nel momento che ci sono da affrontare degli spiriti oscuri :)

Ho già detto altrove che, anche se la letteratura con personaggi – o protagonisti – gay sta piano piano crescendo, quello che è un po' assente ancora è il “registro fiabesco”. Sembra ancora una tematica troppo concreta e reale, per trovare posto nella favola. E invece, alla fine, volevo raccontare proprio una favola, che faccia sognare.



Concludo con la canonica domanda: progetti futuri?



La cosa che desidero con tutto il cuore è avere la possibilità di pubblicare tutta la saga di Clover, ora che è iniziata, perché mi dispiacerebbe vederla mutila e poi è una storia che amo molto. Mi ha accompagnato per così tanto che è come una parte di me, un mio familiare. Anche dedicarmi ad altre storie passa in secondo piano, rispetto a questo.

Per il resto, continuerò comunque a scrivere, non importa in che forma :)

Grazie mille, Francesca, per esserti prestata e per le interessantissime risposte!


giovedì 6 ottobre 2016

Carta e inchiostro Oggi scopriamo: Il giardino di Penelope di Elena Scigliuzzo

Carta e inchiostro
Oggi scopriamo: 
Il giardino di Penelope
di Elena Scigliuzzo

Dopo Lezioni di Seduzione e Insomnia, ecco la terza uscita Talent, Il giardino di Penelope, romanzo d'esordio di Elena Scigliuzzo



Titolo: Il giardino di Penelope
Autore: Elena Scigliuzzo
Casa Editrice: Centauria Libri
Collana: Talent
Data di uscita: 8 settembre 2016



Di tutti i lavori ingrati e bastardi, questo è senza dubbio il peggiore. Sofia è furibonda. Daniele Treves, scrittore bestseller, per ignoti motivi vuole pubblicare il suo prossimo romanzo con la piccola ma raffinata casa editrice Dionea, per cui lei lavora. A una condizione: per tutto il tempo che gli servirà a finire di scriverlo, vuole un editor a sua disposizione nella villa di Roma, pronto a leggere, correggere, commentare e persino a fargli da autista. E Roberto, l’editore, ha scelto proprio lei. Che non chiedeva di meglio – in fondo, a quindici anni, un romanzo di Treves le ha cambiato la vita – fino a che non ha scoperto che il suo eroe è un uomo riottoso e lunatico, in una parola insopportabile… E irresistibile.
Non ci vuole molto prima che le necessità professionali entrino in conflitto con gli impulsi del cuore, un sentimento che minaccia di travolgerla e contro cui Sofia si ritrova a lottare fino a graffiarsi l’anima. Mentre le ombre del passato, suo e di Daniele, si addensano minacciando di cancellare il futuro…

Questo romanzo di risate e malinconie, rabbia e batticuore è la storia di una donna che crede di volere la pace e vuole la passione. Di un uomo che cerca una parte perduta del suo cuore. Di molte trame in un eterno giardino, un Eden abitato dai profumi dell’estasi e dal serpente della sofferenza. E di un libro, naturalmente: perché solo il potere delle parole è capace di ricomporre le schegge impazzite di due vite nella luminosa armonia di un amore.

* * *

La prima parola che mi viene in mente pensando a il giardino di Penelope è amore. Amore per i libri, per le parole, per le emozioni che portano con sé. L'amore tra i due protagonisti, che nasce proprio attraverso le parole. Sofia, editor di una piccola casa editrice, e Daniele, scrittore disilluso e irrequieto, hanno due caratteri forti e un passato ingombrante, che li porta spesso a scontrarsi, finché non troveranno un terreno comune, proprio tra le parole. Chiunque ami la lettura non può non ritrovarsi tra le pagine di questo splendido libro. Una storia da leggere tutta d'un fiato, i cui i momenti introspettivi non pesano affatto né rallentano la lettura, ma sembrano un dialogo tra l'autrice e il lettore, che non può non esserne trascinato. 
* * *
Due chiacchiere con l'autrice

#comingsoon!