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lunedì 31 luglio 2017

I libri del mese: luglio 2017

I libri del mese

luglio 2017

L'ultima notte al mondomi era bastato leggere gli estratti per sapere che, per Marco e Marianna, avrei sofferto e sospirato. Anzi, ancor prima, mi era bastato aver letto altro di Bianca per sapere che il suo libro l'avrei sentito nello stomaco e nel cuore e così è stato. L'ultima notte al mondo è stato un viaggio rapido (l'ho iniziato di notte e l'ho finito la sera dopo) e intenso, Marco e Marianna arrivano in punta di piedi, con la delicatezza che solo Bianca sa conferire alle sue parole, e ti sconvolgono per l'intensità delle emozioni che sanno farti provare. Qualsiasi cosa scriva, Bianca sa come creare un libro che sia più che un semplice intrattenimento, un libro che parti di te e a te, un pregio raro, dei grandi autori.



Ed ero contentissimo: nonostante sia il prequel de "l'ultima notte al mondo", suggerisco di leggerlo dopo. Non fa spoiler, ma, letto dopo, conferisce un tocco in più, con il senno di poi, alla lettura del libro "madre". Breve, ma delicato, e molto intenso.








Il principe prigioniero: il fantasy è il mio punto debole. Quando poi trovo un fantasy storico ben scritto, mi manda letteralmente in estasi e questo libro è decisamente riuscito nell'intento. Il world building è degno di plauso, i regni sono simili, ma ben distinti, la situazione politica è inquadrata in maniera fluida, mai pesante. Damen, principe di Akielos, viene tradito dal fratello, appena diventato re, il quale finge la sua morte e lo cede come schiavo di piacere alla nazione di Vere, con cui da sempre è in lotta, come segno di pacificazione. è un uomo piegato, ma mai spezzato, che mal sopporta le catene e, ancora meno, il signore a cui è stato destinato. Laurent, principe di Vere, erede al trono amministrato dallo zio in attesa che compia la maggiore età, è un uomo di straordinaria bellezza e indicibile crudeltà, un serpente che odia immediatamente Damen e desidera spezzarlo. L'odio tra i due emerge pagina dopo pagina, così come la velata, ma presente attrazione, fino a quando non capiranno di avere un obiettivo comune. Il principe prigioniero mi ricorda un po' la sagra di Phédre della Carey, fantasy storico con una forte presenza dell'elemento sensuale (senza mai, però, essere volgare); qui, i prediletti sono schiavi di piacere dei nobili, in Akielos possono essere uomini o donne, mentre a Vere non si possono avere rapporti con l'altro sesso fuori dal vincolo matrimoniale e pertanto le predilette servono le dame, i prediletti i signori. Vere è una corte decadente, depravata e corrotta e Damen la odia, mentre Laurent se ne pone al di sopra, quasi estraneo. Insomma, un primo libro appassionante, che si legge rapidamente con piacere, e spero di poter leggere presto il seguito.




Rebel, il tradimento: se il primo mi era piaciuto, questo mi ha seriamente appassionato. Le vicende entrano nel vivo, conosciamo finalmente il Sultano, che affascina e ripugna al tempo stesso, ritroviamo in maniera imprevedibile vecchi personaggi e finalmente entriamo in contatto con gli immortali. Un ritmo serrato, coinvolgente e, soprattutto, una protagonista indimenticabile: Amani riempie le pagine con la sua presenta, entra nel cuore e nello stomaco. Se il primo libro si era incentrato su lei e Jin, qui è lei la vera protagonista, circondata dai figli del Sultano, nel bene e nel male, dagli altri Djinni e dalle scelte impossibili che sono portati a compiere. Non vedo l'ora di leggere il seguito. 



Wolf 2 - il giorno della vendetta: sto ancora cercando di digerire la bellezza di questo libro. L'ho letto con un costante senso di ansia e di disastro imminente, ma è la guerra, secca, spietata, brutale e non poteva essere altrimenti. Gli eroi muoiono, i vili sopravvivono, ma nonostante questo, nonostante le lacrime, alla fine, dopo tutti gli orrori, come nel vaso di Pandora, resta la speranza. Da leggere e - se se ne trova il coraggio - rileggere.




Spietati gentiluomini: dopo Wolf mi serviva una lettura leggera o, almeno, meno pesante. Spietati gentiluomini è servito allo scopo. Il libro, in realtà, è tutt'altro che leggero: parla di diversità, di ostracismo, di dolore e debolezze, ma Belimai e Harper spuntano dalle pagine come piccoli fari, nonostante le fragilità di entrambi. Una storia particolare, un bel giallo da leggere - anche se leggermente confusionario all'inizio, in alcuni momenti - ma soprattutto due esseri -umani e non- da conoscere. Anche qui, non privatevi di una bella lettura solo perché M/M, perché ve ne dimenticherete per quanto sarete presi dalla narrazione.


è solo una storia d'amore: non avevo mai letto nulla della Premoli e, come esordio, questo libro è stato una delizia. Ho riso quasi tutto il tempo, di cuore, perché Aidan è così pallone gonfiato e Laurel così capace di rimetterlo al suo posto che era impossibile non farlo. Niente uomini belli e irresistibili - non che Aidan non sia bello e irresistibile, solo che l'autrice evita di rimarcarlo ogni due righe - nessuna protagonista sciocca e vanesia pronta a morire per il primo belloccio - Juliet ha un carattere incredibile, una protagonista a tutto tondo - e una narrazione avvincente. Delizioso.


Glitterland: sarebbe dovuto essere un libro frivolo e... pieno di lustrini, si è rivelato essere qualcosa di più. Il libro non mi ha convinta al 100% perché non mi è piaciuta la scansione temporale (un giorno, qualche ora dopo, qualche giorno dopo, ecc) né la descrittività delle scene di sesso, ma, posto che si parla di gusti personali, la trama è convincente, affatto banale, anche trattando temi molto delicati come la depressione. Ash e Darian sono due personaggi profondamente diversi e, al tempo stesso, sono il risvolto di una stessa medaglia, il primo riesce ad uscire dal buco nero in cui è precipitato - poco a poco, con difficoltà, non del tutto, ed in questo è molto realistico - quando incontra qualcuno che non lo tratta come un infermo, ma che entra nella sua vita con delicatezza e con tutta la genuinità di cui è capace.


 Come l'ultimo rigore: Alessia Esse ha fatto un salto di qualità o, forse, è tornata alla bella narrazione della saga dispotica. Non che la saga su NY non fosse di qualità, quando un'autrice scrive bene, scrive bene, ma qui ho trovato un'approfondimento psicologico incredibile, due personaggi che crescono attraverso le pagine, poco alla volta, con coerenza, con il peso delle proprie scelte - o delle non-scelte - e il desiderio di riscatto. Bellissima l'ambientazione, perfetta per l'estate. L'unica pecca, forse, è la scansione temporale: i salti nel tempo mi piacciono, ma qui parliamo di quattro momenti diversi, alcuni dei quali molto vicini e ho sentito il bisogno di andare a ritroso per ricordare com'era finito il precedente. Pecca che, però, non inficia il giudizio positivo.



Amore reale: questo mese era andato benissimo a letture, almeno fino adesso. Avrei dovuto saperlo, ma davanti a principi e regine non ho resistito. Colpa mia.
Questa sarà una recensione con SPOILER. Non è mia abitudine farne, ma essendo una valutazione negativa voglio spiegare perché.
In primo luogo, inizio dicendo che il libro è scritto bene. Ogni tanto la traduzione ha scivoloni di consecutio temporum, ma si legge bene, è fluente, con un buon ritmo.
Il problema per me è stato il contenuto.
Principe Nicholas bellissimo, sexyssimo, ricchissimo. Erede al trono di Wessco con una nonna regina e un fratello scapestrato che, per quel che mi riguardano, hanno un’ispirazione fin troppo palese. Ma va bene. Nicholas va a NY, entra in una pasticceria sperduta (certo) e rimane colpito dalla cameriera/proprietaria. Fin qui, tutto più o meno bene. Le offre dei soldi per sesso. Un po’ meno bene.
Lei rifiuta. Brava ragazza. Però mentre rifiuta pensa a quanto sia bello e sexy ecc ecc.
Ora, ti offre soldi per sesso. O accetti perché quei soldi ti servono o rifiuti per dignità, non puoi rifiutare mentre ti fai film erotici.
Alla fine, comunque, lo sbatte fuori.
Lui torna, si scusa, lei cede. Il loro rapporto potrebbe anche essere coerente, in questo momento: hanno una data di scadenza, lo sanno, lei accetta di uscire allo scoperto e, in fondo, fa bene anche all’attività. Tanto sesso. Troppo descritto per i miei gusti, lui è sempre pronto, lei viene solo sentendolo parlare. Beata te, Olivia. Beata te.
Però, ripeto, la cosa potrebbe pure andare… finchè non si innamorano. Perché loro si innamorano. Così. Da un giorno all’altro.
Tanto che lui la porta con sé quando deve tornare in patria.
Ora. Parliamone. Ma come ti viene?
Il disastro è ovviamente dietro l’angolo, tra la regina che ovviamente non la vuole lì, i nobili che la odiano (ma va? Più scontato di così si muore. Poi, decidiamoci, o lei è una cameriera o è la proprietaria del locale. O hai il clichè del principe e della cameriera o hai la donna che lotta per tenere attiva l’attività. Non puoi avere entrambi.) la classica ex di turno che finge di baciare il principe – e lei ci crede –, Nicholas che sminuisce la loro storia davanti a un viscido ex compagno di studi – e lei ci crede – e la cosa che mi fa rabbia è che Olivia sembra molto più intelligente di così, ma cadiamo nei cliché perché guai ad allontanarsene.
Ancora sesso. Tanto sesso. Cosa c’è di erotico in un uomo che depila una donna a me sfugge, ma probabilmente è un problema mio.
Ovviamente alla fine il genio di turno trova qualcosa che fa pensare che Olivia è sempre stata con Nicholas per soldi. E lui ci crede senza battere ciglio. E lei scappa. E ovviamente tutto si rivela essere un grande malinteso (ma poi chi è che ha spifferato il segreto alla stampa si può sapere?!?).
Conclusione. bisogna dare atto che il libro si distacca dal classico “l’amore trionfa su tutto e il principe sposa la popolata”, l’autrice ha voluto osare qualcosa di diverso. Lui rinuncia al proprio ruolo di erede al trono perché in quanto tale avrebbe dovuto sposare una vergine nobile o comunque cittadina di Wessco(lui ABDICA. Lui non è un re, non può abdicare, ma fingerò di ignorare la scelta di parole).
In sostanza, per me non c’è nulla – o quasi – che regga in questa trama e mi dispiace, perché lo spunto era anche buono. 

Ora in lettura: La cattedrale dei nove specchi (Martin Rua)

mercoledì 26 luglio 2017

Le Hameau de la beauté: Beauty routine al mare.


    Le Hameau de la beautè:


Beauty routine al mare

Mentre conto i giorni che mi separano dalle ferie, faccio il punto della situazione sui prodotti beauty che mi devo portare al mare e questo mi ha dato l’idea per il nuovo articolo.
Beauty routine al mare.
Se pensate che per partire vi basti la crema solare… beh, potreste scoprire che non è proprio così.
Naturalmente, la crema solare è importantissima, io suggerisco sempre un fattore di protezione medio-alto: il sole fa male, anche se siete scure e non vi bruciate la pelle va protetta, quindi non andrei mai sotto la 30. Se poi siete proprio chiare, la 50 è d’obbligo. Vi abbronzerete comunque – la crema scherma e protegge ma non è una muta da sub – ma lo farete in maniera sana e intelligente.
Creme spray, latte, gel, ultimamente ce ne sono di tutti i tipi e, nella maggior parte dei casi, non lasciano più quegli orribili aloni bianchi come un tempo.
Io di solito la metto sin da casa, prima ancora di indossare il costume. Avete mai notato che si finisce per bruciarsi sempre nei punti difficili da raggiungere, o che semplicemente vengono dimenticati, quando si ha il costume? Sotto il seno, nei lati, nel bordo degli slip. Per non parlare di ascelle e palpebre! Vi siete mai bruciate lì? Vi assicuro che non è piacevole. 
È per questo che preferisco metterla prima, per poi ripassarla nuovamente in spiaggia (e più volte al giorno, soprattutto dopo il bagno. Anche le creme water-resistant non sono poi così resistenti. Meglio non rischiare).

Questo prodotto lo adoro, perché permette di spruzzare il prodotto anche al contrario,
ottimo per la schiena.
 


Ci sono creme solari pensate per viso e corpo insieme o quelle separate, la scelta è vostra, e dipende soprattutto se volete un fattore di protezione diverso. Io di solito ne uso una unica, ma suggerisco sempre di avere a portata di mano uno stick con protezione totale, per la zona dei baffetti e dell’interno coscia, più delicate; la zona sopra-labiale, soprattutto, se non protetta adeguatamente rischia di macchiarsi e personalmente preferisco sia leggermente più chiara rispetto al resto, piuttosto che nera.

Per le labbra, da un paio di anni ho trovato un lucidalabra con protezione solare che dà quel tocco di colore ed evita il biancume che di solito hanno gli stick protezione per le labbra. delizioso per la spiaggia, dove si va - almeno in teoria - struccati.





Per un’abbronzatura ottimale, suggerisco di integrare nella routine un attivatore di melanina, contenuto nella crema solare o come prodotto separato da mettere prima, che intensifica e prolunga l’abbronzatura.


questa la uso anche in città,
è molto più leggera delle classiche creme corpo
e dona un colore bellissimo alla pelle

Tornati dal mare, la pelle ha bisogno di riprendersi dal sole e dalla salsedine – o dal cloro, se siete andati in piscina – e un bagnoschiuma apposito può essere l’ideale: certo, costano un po’ di più rispetto magari ai mega bottiglioni di bagnoschiuma usati in inverno, ma è per un breve periodo e ne vale la pena. L’abbronzatura duramente conquistata viene protetta e intensificata.


Infine, non può assolutamente mancare il doposole: la pelle ha bisogno di essere idratata, per una vostra sensazione di confort e per essere pronta alla seduta successiva di sole. Di solito sono leggerissime, non fanno sudare e hanno un profumo delizioso di vacanza.


E i capelli? Non dimenticateli, perché, proprio come la pelle, sono sottoposti a forte stress.
Per il mare, uso uno spray olio con fattore di protezione, così da nutrirli e proteggerli; per il lavaggio, uso uno shampoo popolose e, al posto del balsamo, maschere nutrienti.  Alla fine sono così morbidi che vorrei averli così tutto l’anno.









Tips and tricks: un tempo si diceva che lo scrub cancella l’abbronzatura. Niente di più sbagliato. Lo scrub elimina il primo strato di pelle, l’abbronzatura penetra molto più in profondità e rinnovare la pelle aiuta ad intensificarla. Per il viso, uso il mio immancabile scrub miele e zucchero di canna (un cucchiaino di ognuno) che lascia la pelle morbidissima; per il corpo, potete usare quello al caffè che vi ho suggerito qui, o un altro fatto con olio e zucchero. Provatelo una o due volte a settimana, la vostra pelle sarà morbida e brillante!




NB: non ho alcun contatto con le case produttrici dei prodotti citati, sono tutti prodotti provati perché acquistati personalmente da me o suggerimenti di persone di cui mi fido.

lunedì 24 luglio 2017

I Cambridge in Polonia e Germania 5/5

Royal Tour:
Polonia e Germania
5° giorno


Con un po' di ritardo, causa weekend impegnato, ma vi racconto anche l''ultimo giorno della visita dei Cambridge in Germania.
I duchi si sono spostati ad Amburgo, la seconda città più grande della Germania, che ha forti legami con il Regno Unito, risalenti al XIII secolo.
Kate e William hanno visitato il Museo Marittimo sulla riva del fiume Elbe, per celebrare la cooperazione tra Regno Unito e Germania sulla tutela dell'ambiente marino, tema su cui a duchessa si è più volte espressa.






Successivamente i duchi hanno visitato l'Elbphilharmonie, una delle sale da concerto più grandi e più acustiche del mondo. Kate e William si sono uniti all'orchestra e la duchessa ha anche provato a dirigerla, per il divertimento di tutti; poco dopo, hanno assistito a una performance della Hamburg Symphony Orchestra.




Infine, William e Kate hanno preso una barca per un giro lungo il fiume Elbe prima di visitare la sede di Airbus. La coppia ha visitato il complesso e ha incontrato gli apprendisti prima di visitare la linea di montaggio finale di un aereo A320.



Dopo il tour della fabbrica, George e  Charlotte si sono uniti ai genitori sulla pista per salire su un aereo e tornare a casa. George, su un elicottero, era il ritratto della felicità.
Kate ha indossato un abito color lavanda di Emilia Wickstead e le scarpe di Gianvito Rossi.














sabato 22 luglio 2017

George di Cambridge: 22 luglio 2013 - 22 luglio 2017

George di Cambridge
22 luglio 2013 - 22 luglio 2017


Quando ero piccola, William del Galles, figlio di Carlo e Diana, nipote di Elisabetta II, era un vero principe azzurro: bello, biondo, elegante. Le notizie, all’epoca, non giravano con la facilità di oggi, ma ogni “Cioè” che parlava di lui era da me acquistato e diligentemente conservato.
Era bello, Will, il sogno delle ragazzine che si immaginavano al suo fianco e che sapevano che era solo un desiderio disperato, perché i principi sposano le principesse, lo sanno tutti.

E poi è arrivata Kate. Carina, ma non di quelle bellezze sfacciate da copertina, alla mano e, soprattutto, borghese. Kate è diventata, all’epoca, l’incarnazione di tutti i nostri sogni. La popolana che conquista il sogno del principe.

Quel 29 giugno 2011 me lo ricordo con incredibile chiarezza, ero seduta sul letto a bermi ogni istante di quelle nozze, ogni dettaglio: Kate diventava una duchessa, sembrava una principessa e al tempo stesso era sempre lei, con quel sorriso fresco e il saluto un po’ impacciato, la popolana che sposava il suo principe azzurro.
Anni dopo, nonostante le calvizie ereditate dal padre, William resta sempre il principe azzurro, bello e con un gran cuore e Kate, nonostante sia sempre più bella e principesca, continua ad apparire più a suo agio in superga e jeans, a correre una maratona, a sostenere il suo William nel polo seduta sull’erba, piuttosto che nelle cerimonie ufficiali, e questo continua a renderla ancora, nonostante tutti gli anni passati, l’incarnazione di quel sogno di bambine.
I suoi abiti dettano le mode, le sue apparizioni sono paparazzate nei dettagli, Kate e William sono il lato bello di una monarchia che per anni è stata troppo lontana dal popolo, il lato umano, immediato, quello che sembra quasi di poter capire, di poter vivere con loro.

Quando, il 22 giugno 2013, è stata annunciata la nascita del loro primo figlio –alle 15:25 all’ospedale St. Mary di Londra, dove già erano nati suo padre e suo zio-, quando il 23 lo abbiamo intravisto –tra le braccia della mamma, infagottato, piccolissimo- quando il 24 è stato finalmente reso pubblico il nome –George Alexander Louis di Cambridge- quella favola moderna si è arricchita di un tassello in più, un nuovo principe azzurro, che avrebbe popolato i sogni delle nuove generazioni come il padre aveva fatto a suo tempo.

George, con le sue facce buffe e i capelli biondi. George, la cui privacy i genitori hanno sempre tutelato, pur concedendoci breve finestre sulla sua vita. George, un mezzosangue, emblema di una nuova era nella monarchia, il principe con il sangue blu e, al contempo, il principe del popolo. George, annoiato, un po’ timido, sempre terribilmente adorabile.
Georgie, che nonostante la deliziosa sorellina, resta sempre il mio preferito.
Buon quarto compleanno, meraviglia.






Godetevi una carrellata di foto ufficiali, di questi primi quattro anni della sua vita.




































Date a George un elicottero e lui sarà felice